Ep. 01: All'ombra della schiavitù

La storia del Partito Repubblicano non inizia nel 1854, almeno non davvero. Inizia con una Dichiarazione di Indipendenza, con famiglie che si spostano verso Ovest seguendo un sogno, con leggi sulla schiavitù che si contraddicono a vicenda per decenni. In questo primo episodio di L’elefante nella stanza, ripercorriamo il lungo filo che porta dalla fondazione degli Stati Uniti alla nascita ufficiale del GOP — attraverso i Lincoln, i compromessi al Congresso, la febbre dell’oro e un editore di New York che cambiò il linguaggio della politica americana.

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Un viaggio che comincia nel 1776

Per capire la storia del Partito Republicano bisogna partire da lontano — molto più lontano del 1860, anno in cui Abraham Lincoln vinse la sua prima elezione presidenziale. Bisogna tornare all’8 luglio 1776, quattro giorni dopo la firma della Dichiarazione di Indipendenza, quando John Nixon lesse il documento ad alta voce ai cittadini di Philadelphia.

Quelle parole — ispirate al giusnaturalismo di John Locke — fissavano alcune verità considerate auto-evidenti: che gli uomini sono creati uguali, che hanno diritti inalienabili, e che quando un governo li minaccia è diritto del popolo modificarlo o abbatterlo. Erano princìpi destinati a viaggiare lontano, letteralmente.

La famiglia Lincoln e il sogno dell’Ovest

Fu la promessa di quei princìpi a spingere generazioni di famiglie americane verso i territori occidentali. Uno di questi era Abraham Lincoln — nonno del futuro Presidente — che lasciò la Virginia per stabilirsi in Kentucky con i suoi tre figli, coltivando fino a cinquemila ettari di terra. Nel 1785, un attacco dei nativi americani lo uccise, lasciando i due figli minori, Josiah e Thomas, in una condizione di quasi totale povertà: le leggi vigenti in Kentucky, mutuate dalla Virginia, prevedevano che l’intero patrimonio andasse al primogenito.

Thomas Lincoln — padre di Abraham — crebbe senza imparare a leggere né a scrivere, lavorò a giornata e nel 1806 riuscì ad acquistare una piccola fattoria nel Kentucky. Nel 1809 nacque Abraham Lincoln.

Lo schiavismo come struttura economica

Nel frattempo, i grandi proprietari terrieri del Sud avevano costruito un sistema economico interamente fondato sul lavoro degli schiavi. Più cresceva la domanda di terreni, più cresceva il valore delle proprietà — e con esso il divario tra i grandi latifondisti e i contadini poveri come i Lincoln. Per risolvere le controversie di confine servivano avvocati, e gli avvocati costavano denaro che solo i ricchi avevano.

Il Congresso Continentale provò a intervenire con l’Ordinanza del Nord-ovest, che nei territori a nord del fiume Ohio vietava sia il sistema dell’eredità primogenita sia la schiavitù. Fu questa legge a spingere Thomas Lincoln a trasferirsi prima in Indiana e poi in Illinois.

Abraham Lincoln: dall’Illinois al Congresso

Abraham Lincoln crebbe in questo contesto di tensione tra il sogno americano e le sue contraddizioni. Autodidatta, avido lettore, si allontanò presto dalla vita della fattoria paterna. Nel 1834 fu eletto per la prima volta nella legislatura statale dell’Illinois, dove cominciò a studiare giurisprudenza. Nel 1842 sposò Mary Todd, aprì uno studio legale e nel 1846 ottenne un seggio alla Camera dei Rappresentanti, che mantenne per un solo mandato.

I sistemi partitici e il Compromesso del Missouri

La politica americana di quegli anni si muoveva all’interno di quello che i politologi chiamano “sistema partitico”. Siamo nel terzo sistema: i Democratici-Repubblicani si erano spaccati, dando vita al Partito Democratico di Andrew Jackson — favorevole a un governo limitato e vicino ai grandi proprietari terrieri del Sud — e al Partito Whig, radicato nei centri urbani e tra i piccoli imprenditori, favorevole a un governo che investisse in infrastrutture.

Il problema della schiavitù aveva già richiesto un primo intervento legislativo nel 1820, con il Compromesso del Missouri: il Missouri entrò nell’Unione come Stato schiavista, mentre il Maine fu creato come contrappeso libero, mantenendo l’equilibrio in Senato. La legge vietava inoltre la schiavitù in tutti i futuri territori a nord di una certa latitudine — quelli che sarebbero diventati Kansas, Colorado, Nebraska, Wyoming e le due Dakota. Un equilibrio precario, che avrebbe retto per meno di trent’anni.

La California, l’oro e un nuovo compromesso

Nel gennaio 1848, un operaio al lavoro in California trovò dell’oro nei pressi di un fiume. La notizia si diffuse rapidamente e scatenò la corsa all’oro, svuotando le città costiere e attirando migliaia di persone da tutto il continente. Il territorio era stato appena ceduto dal Messico agli Stati Uniti, ed era necessario deciderne lo statuto: libero o schiavista?

La California non aspettò Washington: approvò una propria costituzione che metteva fuori legge la schiavitù. Il Congresso negoziò poi un nuovo compromesso che regolava l’ingresso di New Mexico e Utah, lasciando ai cittadini locali la decisione tramite referendum. In parallelo, fu approvata una legge che obbligava tutti i cittadini americani a partecipare alla cattura degli schiavi fuggiti — una norma che estendeva di fatto il sistema schiavista ben oltre i confini del Sud.

Il Kansas-Nebraska Act e la rottura definitiva

Nel 1854, il Senatore democratico dell’Illinois Stephen Douglas propose una ferrovia transcontinentale che attraversasse il proprio Stato. Per ottenerla, aveva bisogno del sostegno dei senatori del Sud — e per averlo, offrì loro qualcosa: cancellare il Compromesso del 1820 e sostituirlo con il Kansas-Nebraska Act, che lasciava ai territori stessi la decisione sulla schiavitù tramite voto popolare.

Fu in quel momento che la questione schiavista smise di essere un dibattito astratto e diventò politicamente esplosiva. L’editore Horace Greeley, dal suo New York Tribune, cambiò il registro della discussione: non parlò più di schiavitù come problema morale, ma come minaccia economica per i lavoratori liberi del Nord. Con l’espansione verso Ovest, il cosiddetto “Slave Power” — il blocco dei grandi proprietari terrieri — avrebbe presto controllato le risorse di tutto il continente, trasformando gli Stati Uniti in un’oligarchia.

L’8 maggio 1854 il Kansas-Nebraska Act fu approvato. Il giorno dopo, il rappresentante Israel Washburn riunì trenta colleghi della Camera con una proposta: fondare un nuovo partito del Nord, contrario all’espansione della schiavitù verso Ovest. Ispirati dai princìpi della Dichiarazione di Indipendenza e dalle parole di Thomas Jefferson, i presenti uscirono da quell’incontro con un nome: i repubblicani.

Show Notes:

Episodio 1: All'ombra della schiavitù