In questa puntata di Midterm: America a metà ci spostiamo nel Maine, uno Stato del Nord-Est con una lunga tradizione repubblicana moderata e oggi sempre più orientato verso i democratici. Al centro della gara per il Senato c’è Susan Collins, senatrice repubblicana uscente, sfidata dal democratico Graham Platner, un candidato controverso con un passato da marine. Tra età, scandali, ranked-choice voting e dinamiche di partito, l’episodio esplora perché il Maine e Senato 2026 è una delle sfide più particolari e simboliche di queste midterm.
Ep: 5 - Maine: scontro tra il moderatismo repubblicano e il populismo democratico
Un Stato repubblicano diventato blu
Il Maine è stato uno Stato saldamente repubblicano dal 1860, votando GOP anche durante le elezioni di Franklin Roosevelt. Le uniche eccezioni furono nel 1912, 1964 e 1968. Il vero spartiacque arrivò nel 1992, quando George H.W. Bush arrivò terzo, superato da Ross Perot. Da allora, il Maine si è spostato stabilmente nella colonna democratica, seguendo la tendenza del Nord-Est.
Nel 2004, la campagna di Bush investì molto nello Stato, ma John Kerry vinse comunque con 9 punti di margine. Il tipo di repubblicanesimo che aveva dominato la regione – i cosiddetti “Yankee Republican”, moderati su temi sociali e ambientali – è progressivamente scomparso, soppiantato da un GOP più influenzato dagli evangelici e dalle battaglie culturali, come la spinta per rovesciare la Roe v. Wade.
Oggi il Partito Repubblicano elegge ancora qualche governatore nel Nord-Est, ma si tratta di figure distanti da Donald Trump, spesso critiche verso di lui, come l’ex governatore del Maryland Larry Hogan.
Il sistema elettorale del Maine e la delegazione parlamentare
Il Maine è uno dei due Stati che assegna i voti elettorali per distretto congressuale: due voti vanno al vincitore statale, uno per ciascuno dei due distretti della Camera. Il primo distretto, urbano e vicino a Portland, vota democratico; il secondo, rurale e composto per il 94% da bianchi non ispanici, è diventato più competitivo per i repubblicani, soprattutto con l’ascesa di Trump nelle zone rurali.
La delegazione federale del Maine è moderata: la Senatrice senior è Susan Collins (repubblicana), l’altro Senatore è Angus King (indipendente che vota con i democratici). Alla Camera, Chellie Pingree rappresenta Portland con posizioni progressiste, mentre Jared Golden, democratico moderato, rappresenta il distretto rurale, vincendo anche quando il distretto votava Trump. Golden ha annunciato il ritiro, stanco del clima politico.
Susan Collins: la moderata in uno Stato blu
Susan Collins è l’unica repubblicana uscente che si ricandida in uno Stato vinto da Kamala Harris nel 2024. Entrata in Senato nel 1997, dopo aver lavorato come assistente del senatore William Cohen, Collins ha costruito una carriera basata su moderazione e bipartisanismo.
Nel 2002 vinse con il supporto di gruppi ambientalisti, sanitari e per i diritti LGBTQ. Nel 2008, in un’anno favorevole ai democratici, vinse con il 61% dei voti. Nel 2014, in un’onda repubblicana, arrivò quasi al 70%. Ma dal 2016 in poi, le cose si sono complicate.
Nel 2020, i democratici la considerarono un seggio conquistabile, candidando Sara Gideon, Speaker della Camera statale. Nonostante i sondaggi dessero Gideon in vantaggio, Collins vinse con 9 punti, mentre Biden vinceva lo Stato con lo stesso margine. Tuttavia, Collins ha perso 18 punti in sei anni, e le sue vulnerabilità sono ancora presenti.
Collins non ha il supporto di Trump. Ha votato contro l’abrogazione dell’Obamacare sotto Trump, ma a favore del taglio delle tasse. Ha confermato Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, nonostante le accuse di molestie, contribuendo indirettamente al rovesciamento della Roe v. Wade nel 2022. Nel 2021, fu uno dei sette repubblicani a votare per la condanna di Trump nel secondo impeachment.
Nella seconda Amministrazione Trump, Collins ha votato contro la “One, Big, Beautiful Bill” e si è opposta ai dazi. A inizio 2026, ha votato con i democratici per limitare i poteri di guerra sul Venezuela, scatenando le critiche di Trump, che però non le ha mosso una guerra aperta. Ha anche negoziato per evitare operazioni ICE in Maine dopo incidenti in Minnesota.
In un editoriale di febbraio 2026, Collins ha sottolineato il suo ruolo come Presidente della Commissione sugli Stanziamenti, vantando 1,5 miliardi di dollari ottenuti per il Maine in cinque anni. “Le elezioni di quest’anno sono una scelta tra un leader impegnato ad unire gli americani oppure a dividerci ulteriormente”, ha scritto.
L’età e la salute: un tema di campagna
L’età di Collins (73 anni) è un tema ricorrente, simile a quanto accaduto con Joe Biden. In diversi video ha mostrato tremori, che lei attribuisce a un “tremore essenziale benigno”, presente dal 1996. “Non ha assolutamente alcun impatto sulla mia capacità di fare il mio lavoro”, ha dichiarato.
Graham Platner: il candidato controverso
Graham Platner, 41 anni, ex marine, è il candidato democratico. Si presenta come un outsider della classe operaia, con posizioni progressiste: sanità universale, sindacati, salario minimo più alto, tasse sui miliardari. Ha ricevuto l’endorsement di Bernie Sanders.
Tuttavia, il suo passato è pieno di controversie. Ha un tatuaggio sul petto che si è rivelato essere un simbolo nazista, fatto da ubriaco in Croazia nel 2007. Ha sofferto di PTSD, è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza, e ha scritto post sessisti, misogini e razzisti su Reddit.
Si è scoperto che non proviene da umili origini: la sua casa è stata finanziata dal padre, il suo allevamento di ostriche vende a un ristorante della madre, e riceve una pensione da veterano di quasi 5.000 dollari al mese. La famiglia Platner è nota nel settore dell’arredamento di lusso, con pezzi venduti anche a Trump.
Nel 2025, la governatrice democratica Janet Mills ha tentato di sfidarlo nelle primarie, ma i sondaggi davano Platner in vantaggio. Mills ha sospeso la campagna ma non si è ritirata, rimanendo sulla scheda.
Ulteriori scandali hanno coinvolto Platner: sexting con diverse donne mentre era sposato, attività su Kik (piattaforma associata a sfruttamento minorile), e testimonianze di relazioni “tossiche” raccolte dal New York Times.
Sondaggi e scenari per il Senato
Tutti i sondaggi, tranne uno interno repubblicano, danno Platner in vantaggio su Collins. I democratici hanno bisogno di 4 seggi per ottenere la maggioranza al Senato (attualmente ne hanno 47). Il Maine è uno dei seggi più probabili da flippare, insieme a North Carolina e Ohio. Se il Maine cedesse, i democratici dovrebbero puntare su Stati più difficili come Iowa o Texas.
Il Maine e Senato 2026 rappresenta uno scontro inedito: per la prima volta, la candidata repubblicana è la moderata, mentre il populismo economico arriva dai democratici. Il risultato sarà un test su quanto questo nuovo frame possa funzionare in uno Stato storicamente moderato.
Show Notes:
In questo episodio:
- Storia elettorale del Maine: da Stato repubblicano a roccaforte democratica;
- Il sistema di voto elettorale per distretto nel Maine;
- La delegazione federale: Susan Collins, Angus King, Chellie Pingree, Jared Golden;
- Susan Collins: carriera, moderazione e rapporto con Trump;
- Il voto su Kavanaugh e le conseguenze sulla Roe v. Wade;
- L’età e la salute di Collins come tema di campagna;
- Graham Platner: profilo, posizioni e controversie (tatuaggio, Reddit, scandali);
- Il tentativo di Janet Mills di sfidare Platner nelle primarie;
- Sondaggi e scenari per il controllo del Senato;
- Il frame inedito: repubblicani moderati vs democratici populisti.
