Ep: 4 - Georgia: la sfida per il Senato

In questa puntata di Midterm: America a metà ci spostiamo in Georgia, uno degli Stati chiave per il controllo del Senato nel 2026. Analizziamo la corsa di Jon Ossoff, l’unico senatore democratico uscente che si ricandida in uno Stato vinto da Trump nel 2024, e il campo repubblicano diviso tra Mike Collins, Buddy Carter e Derek Dooley. Tra leggi sul voto, dinamiche nei sobborghi di Atlanta e sfide interne al GOP, l’episodio spiega perché la Georgia e Senato 2026 è una delle gare più osservate di queste midterm.

Dalla telefonata di Trump al 2020: come la Georgia è diventata swing

Partiamo da un episodio ormai noto: la telefonata di Donald Trump a Brad Raffensperger, Segretario di Stato della Georgia, negli ultimi giorni del 2020, in cui chiedeva di “trovare” 11.779 voti per ribaltare il risultato delle presidenziali in quello Stato. Quel margine minimo tra Biden e Trump rese la Georgia lo Stato più conteso di tutti i 50, ma non fu un fulmine a ciel sereno, fu un lento e inesorabile spostamento elettorale.

Nel 2016 Trump vinse la Georgia, ma con un margine molto più stretto rispetto al passato. Hillary Clinton, pur perdendo, ottenne più voti in termini assoluti di qualsiasi candidato democratico precedente. Emersero due tendenze che si sarebbero ripetute: il Partito Repubblicano sempre più forte nelle zone rurali, ma in difficoltà nei sobborghi, dove molti elettori cominciarono a spostarsi verso i democratici, soprattutto nell’area di Atlanta.

Sobborghi, Stacey Abrams e la guerra sui registri elettorali

Nel 2017 la campagna di Jon Ossoff per la Camera in un sobborgo di Atlanta attirò l’attenzione nazionale, raccogliendo fondi record. Nel 2018, le midterm confermarono la tendenza: i sobborghi si allontanarono dal GOP, contribuendo alla riconquista democratica della Camera.

Sempre nel 2018, Stacey Abrams perse di misura le elezioni per Governatore contro Brian Kemp, ex Segretario di Stato. Durante il mandato di Kemp, tra il 2012 e il 2018, furono chiusi 214 seggi, per lo più in zone rurali, e centinaia di migliaia di elettori furono rimossi dai registri. Studi e analisi suggeriscono che queste cancellazioni abbiano colpito in misura maggiore gli elettori democratici, spingendo Abrams a fondare Fair Fight Georgia per ampliare la registrazione al voto.

Nel 2020, Biden vinse la Georgia grazie ad Atlanta e ai sobborghi, mentre l’affluenza nelle zone rurali fu più bassa. Lo stesso meccanismo portò alla vittoria di Jon Ossoff e Raphael Warnock nelle due elezioni per il Senato, decise al ballottaggio di gennaio 2021.

2022, Warnock e il contesto delle midterm

Nel 2022 Warnock fu riconfermato per un mandato pieno, battendo Herschel Walker, candidato repubblicano con un profilo controverso. Le midterm 2022 si svolsero in un contesto difficile per i democratici: inflazione alta, prezzi della benzina in aumento e un’elettorato conservatore molto motivato. Nonostante ciò, Warnock riuscì a mantenere il seggio, confermando la competitività della Georgia.

2026: Jon Ossoff e la sua strategia

Nel 2026, Jon Ossoff è l’unico senatore democratico uscente che si ricandida in uno Stato vinto da Trump nel 2024. La sua rielezione è cruciale per le ambizioni democratiche al Senato.

Ossoff, eletto per la prima volta nel 2020, ha adottato una strategia sobria: ufficio territoriale in Georgia, è parte della Commissione sugli Stanziamenti così che possa indirizzare risorse per progetti nello Stato e una comunicazione misurata per non alienare gli elettori moderati. Recentemente, però, ha alzato i toni, attaccando quella che definisce la “Epstein Class”, la classe politica al governo del Paese.

Un segnale di tensione arriva dalla comunità ebraica di Atlanta, che alla fine del 2024 ha invitato il Governatore Brian Kemp a candidarsi contro Ossoff, criticando le sue posizioni sulla guerra a Gaza e sul trasferimento di armi a Israele.

Il campo repubblicano: Collins, Carter e Dooley

Nel campo repubblicano, invece, la situazione è più frammentata. Il Governatore Brian Kemp, popolare nello Stato, ha deciso di non candidarsi. La leadership repubblicana del Senato non è riuscita a reclutare un nome forte, e le primarie si sono trasformate in una guerra interna tra tre candidati principali.

  • Mike Collins, rappresentante per il 10° Distretto, si presenta come il più trumpiano, con un’attività social fatta di meme ma anche di contenuti razzisti, xenofobi e antisemiti. Vicino al Freedom Caucus, ha votato contro gli accordi di bilancio dell’era Biden.

  • Buddy Carter, rappresentante dal 2014, ha un profilo conservatore solido: ha contestato i risultati del 2020 in Georgia, ha votato contro la certificazione dei voti elettorali il 6 gennaio 2021 e appoggia le principali leggi economiche di Trump. Nella sua campagna attacca Collins, citando un’indagine su un presunto uso illecito di fondi pubblici.

  • Derek Dooley, ex giocatore di football e coach, è sostenuto da Kemp come outsider “pulito”. Non ha un forte radicamento nel partito, non ha votato in alcune elezioni recenti e non ha mai donato a campagne di Trump. La sua campagna è populista, contro l’establishment di Washington.

Trump, al momento della registrazione, non ha ancora fatto un endorsement. Alcuni repubblicani temono che possa appoggiare un candidato diverso da Dooley, innescando una “proxy war” con Kemp.

Sondaggi, elezioni intermedie e raccolta fondi

Nonostante i repubblicani affermino pubblicamente che battere Ossoff sia facile, privatamente molti riconoscono la sua forza come candidato. Elezioni suppletive e statali nel 2025 e 2026 hanno mostrato overperformance democratiche rispetto ai risultati di Kamala Harris nel 2024, anche in distretti molto conservatori come quello di Marjorie Taylor Greene.

Sul fronte finanziario, Ossoff ha raccolto 14 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026, con 31,7 milioni in liquidità. I principali sfidanti repubblicani hanno raccolto molto meno, anche se i super PAC repubblicani, come il Senate Leadership Fund, dovrebbero investire decine di milioni in Georgia.

La Georgia e Senato 2026 resta comunque una gara estremamente combattuta, in uno Stato con lunga tradizione repubblicana ma ormai diventato uno dei principali campi di battaglia nazionali.

Show Notes: