Witkoff si definisce un negoziatore, qualcuno che riconosce che dopo quattro anni di fallimenti diplomatici sia necessario provare qualcosa di nuovo. “Significa mettersi nei panni degli altri e capire come dar loro spazio politico per ottenere un accordo.”
Eppure, nonostante i buoni propositi, è evidente che Witkoff sia semplicemente inadeguato al compito che gli è stato affidato. Non ha conoscenza delle dinamiche regionali e tantomeno possiede le competenze per svolgere al meglio l’incarico di diplomatico. La segretezza o la discrezione sono tratti comuni a coloro che conducono le trattative, Witkoff invece preferisce parlare con i giornalisti e fare affermazioni forti, raccontando che i russi hanno accettato condizioni che in realtà sono sempre state rifiutate e parlando di “progressi significativi” che puntualmente non si verificano.
Spesso questo avviene sullo sfondo di concessioni unilaterali a cui la Russia non ha mai reciprocato, come la volontà statunitense di respingere la richiesta ucraina di entrare nella NATO, ridurre gli aiuti a Kyiv e chiedere al Paese di riconoscere le conquiste territoriali. La vicinanza con Trump, insieme al disdegno del Presidente per la propria comunità di intelligence, rendono Witkoff un veicolo senza filtri delle intenzioni di Putin.
Lo stesso Putin viene difeso dall’Inviato: il Presidente russo non sarebbe “una cattiva persona” ma un leader “grande” e “gentile”. La guerra in Ucraina “non sarebbe dovuta accadere. È stata provocata e non significa necessariamente che sia stata provocata dai russi”.
La totale inesperienza di Witkoff emerge anche se guardiamo al piano di 28 punti che Russia e Witkoff concordano debba essere la base di partenza delle negoziazioni. Tra le clausole più controverse ci sono la limitazione a 600mila persone dell’esercito ucraino, l’inserimento nella Costituzione ucraina del non ingresso nella NATO e il divieto per le truppe dell’alleanza di essere dispiegate in Ucraina, così come il ritorno della Russia nel G8 e la fine delle sanzioni. I punti, ha scoperto Bloomberg, sono stati pensati dalla Russia, tanto che alcune costruzioni sono figlie di calchi in lingua inglese di frasi russe.
In tutto questo, le negoziazioni di questa fine del 2025 stanno andando avanti in una location inedita, lontana dalle capitali europee dove molti accordi internazionali, specialmente di pace, hanno visto prendere forma, come Ginevra o Parigi. Gli Stati Uniti hanno deciso di offrire lo Shell Bay, un country club di cui Steve Witkoff è co-proprietario nei dintorni di Miami, in Florida. Il club è ad un’ora di macchina da Mar-a-Lago, la residenza privata di Donald Trump.