Simulatore elezioni Senato 2026:

crea la tua mappa

Clicca sugli Stati al voto per assegnare i seggi — Servono 51 seggi per la maggioranza

Democrat 0
Republican 0
Seggi non al voto nel 2026 (già assegnati): Dem 32 Rep 31 Ind 2 — in palio: 32 seggi
Seleziona colore:
Stati piccoli
NH 1
MA 1
RI 1
DE 1
Democrat
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seggi totali al Senato
Ne servono 51 per la maggioranza
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Republican
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seggi totali al Senato
Ne servono 51 per la maggioranza
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Come funziona il simulatore

La mappa parte dalla composizione attuale del Senato: 53 seggi repubblicani e 47 seggi democratici, comprendendo i due senatori indipendenti che votano con i democratici.apnews+1

Nel 2026 sono in gioco 35 seggi: 33 seggi ordinari della Classe 2 e due elezioni speciali, in Florida e Ohio. I repubblicani difendono 22 seggi, mentre i democratici ne difendono 13.

Per usare lo strumento:

  • Seleziona uno Stato con elezioni al Senato nel 2026.
  • Assegna il seggio a repubblicani, democratici o indipendenti.
  • Osserva l’aggiornamento automatico del totale dei seggi.
  • Attiva il calcolatore quando la mappa si avvicina alla soglia di maggioranza.
  • Confronta diversi scenari senza modificare gli Stati non in votazione.

La soglia di maggioranza

Il Senato ha 100 seggi, ma il controllo della Camera non dipende solo dal numero 50. In caso di parità, il vicepresidente degli Stati Uniti ha il voto decisivo; con un vicepresidente repubblicano, i democratici devono raggiungere almeno 51 seggi per guidare la maggioranza.

I repubblicani, invece, possono mantenere il controllo con 50 seggi, perché dispongono del voto dirimente del vicepresidente. Partendo da 53 seggi, possono quindi permettersi una perdita netta di tre seggi senza cedere la maggioranza.

I democratici devono guadagnare almeno quattro seggi netti per arrivare a 51. Questo rende particolarmente importanti sia la difesa dei loro 13 seggi in palio, sia la capacità di conquistare seggi attualmente repubblicani.

Perché alcuni Stati restano bloccati

I seggi del Senato sono divisi in tre classi con mandati di sei anni sfalsati. Ogni due anni si rinnova circa un terzo della Camera, quindi non tutti gli Stati eleggono un senatore nello stesso anno.

Nel 2026 sono in votazione i 33 seggi della Classe 2, più le due elezioni speciali di Florida e Ohio. Per questo la mappa distingue chiaramente gli Stati contendibili da quelli non contendibili: quest’ultimi mantengono il loro senatore in carica e non possono essere modificati nella simulazione.

Cosa mostra il calcolatore di probabilità

Quando il totale dei seggi si avvicina alla maggioranza, il simulatore evidenzia i percorsi più plausibili per ciascun partito.

Per i democratici, il calcolatore può mostrare:

  • Quanti seggi netti mancano per raggiungere 51.
  • Quali Stati repubblicani dovrebbero cambiare mano.
  • Se la vittoria richiede anche la difesa di tutti i seggi democratici in palio.
  • Quali combinazioni di Stati creano un percorso matematicamente possibile.

Per i repubblicani, invece, può mostrare:

  • Quanti seggi possono perdere mantenendo il controllo.
  • Quali Stati democratici dovrebbero conquistare per allargare la maggioranza.
  • Se una perdita netta di tre seggi è sufficiente a conservare la presidenza del Senato.

Il calcolatore non prevede il risultato delle elezioni: misura le conseguenze delle scelte che fai sulla mappa. Serve a capire la geometria della maggioranza, non a sostituire un modello previsionale basato su sondaggi, fundraising, storia elettorale e variabili di campagna.

Come leggere i risultati

Il numero finale della simulazione va letto insieme alla composizione politica del Senato. Una maggioranza di 51 seggi è diversa da una di 55: cambia la margine di errore, la possibilità di superare ostacoli procedurali e la capacità di un partito di assorbire eventuali defezioni.

La mappa è anche utile per capire perché alcune competizioni hanno un peso sproporzionato. Un seggio conteso in uno Stato competitivo può determinare se un partito raggiunge la maggioranza, mentre una vittoria in uno Stato già sicuro modifica il totale senza cambiare l’equilibrio di potere.