Ep: 3 - Ohio: la sfida per il Senato

L’Ohio non è più il classico Stato swing di una volta, ma resta una delle partite più interessanti del 2026. In questo episodio di Midterm: America a metà raccontiamo perché il Midwest continua a pesare nella politica americana, come si è spostato lo Stato verso destra e perché la sfida tra Jon Husted e Sherrod Brown può ancora dire molto sugli equilibri del Senato.

Ohio termometro di metà mandato

L’Ohio e il suo spostamento a destra

Per decenni l’Ohio è stato il paradigma dello Stato swing: dal 1964 in poi, chiunque lo vincesse otteneva spesso anche la Casa Bianca. Oggi il quadro è cambiato. Donald Trump lo ha trasformato in uno Stato molto più sicuro per i repubblicani, vincendolo con margini sempre più ampi e consolidando una coalizione fatta di aree rurali, Appalachi, elettorato bianco e lavoratori dell’ex classe operaia.

Lo spostamento dell’Ohio non è avvenuto all’improvviso. Ha radici economiche e culturali: la crisi della manifattura, la perdita di posti di lavoro, il declino dei sindacati, la polarizzazione tra città democratiche e campagne repubblicane. A questo si è aggiunto il messaggio di Trump contro il NAFTA, il libero commercio e la globalizzazione, temi che nello Stato hanno avuto grande presa.

Nel 2026 il seggio è particolarmente interessante perché non era stato pensato per andare al voto in questo ciclo. Il mandato era quello di JD Vance, diventato vicepresidente, e al suo posto il governatore repubblicano ha nominato Jon Husted, che ora deve difendere il seggio in un’elezione vera e propria.

Questa particolarità rende la sfida ancora più delicata. Husted non ha un profilo da outsider: è un politico di lungo corso, già rappresentante statale, speaker della Camera dell’Ohio e segretario di Stato. Dall’altra parte c’è Sherrod Brown, ex senatore molto noto nello Stato, capace di costruire una carriera lunga e trasversale pur provenendo da un territorio sempre più favorevole ai repubblicani.

Le ombre di Jon Husted

Jon Husted arriva alla sfida con il vantaggio dell’ufficio ma anche con qualche ombra. Il caso di corruzione legato a Larry Householder continua a far rumore in Ohio, e anche se Husted non è mai stato formalmente implicato, i suoi rapporti con alcune figure coinvolte possono diventare un tema di campagna. I democratici hanno tutto l’interesse a trasformare la vicenda in un problema politico, soprattutto se la sfida con Brown dovesse restare serrata. Inoltre, Husted ha preso finanziamenti da una persona vicina a Jeffrey Epstein.

Strategicamente, Husted parte favorito grazie alla struttura elettorale dello Stato e al sostegno del Partito Repubblicano nazionale.

Brown ci riprova

Sherrod Brown è stato senatore fino al 2025, ha perso la rielezione durante l’ondata rossa del 2024 ma con un margine molto più contenuto rispetto a quello di Trump nello Stato. Brown ha costruito la propria immagine politica sul lavoro, sulla manifattura, sui sindacati e sulla protezione della classe media dell’Ohio.

La sua forza sta proprio qui: Brown ha una storia coerente con il profilo economico e sociale dello Stato. Ha criticato gli accordi di libero scambio, si è opposto al NAFTA, ha sostenuto misure per proteggere i lavoratori e ha mantenuto una posizione progressista su aborto, diritti civili e armi. In uno Stato che si è spostato a destra ma non in modo uniforme.

Cosa dicono i numeri

I sondaggi mostrano una corsa molto aperta, con Husted leggermente avanti in alcuni rilevamenti recenti e Brown in vantaggio in altri. Anche sul fronte finanziario i democratici non sono fuori gioco: Brown ha raccolto bene e dispone di liquidità rilevante, mentre il Partito Repubblicano è pronto a investire molto per tenere il seggio.

Il punto è che l’Ohio non è più il luogo in cui i democratici possono vincere facilmente, ma non è neanche un territorio blindato per i repubblicani. Se Brown riuscisse a ricostruire una coalizione simile a quella del 2018, la partita resterebbe aperta fino all’ultimo.

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