Cosa sono le elezioni di midterm o di metà mandato? Perché un voto che non riguarda direttamente il Presidente può cambiare radicalmente la sua capacità di governare? Che cos’è il gerrymandering e perché le mappe elettorali contano quanto i candidati? Sono alcune delle domande che affrontiamo nel primo episodio di Midterm: America a metà, il podcast di White House Watch dedicato alle elezioni di metà mandato del 2026.
Ep. 01: Cosa sono le elezioni di metà mandato?
In questo episodio poniamo le fondamenta per capire le midterm: come funziona il Congresso, qual è il ruolo del Senato rispetto alla Camera, cosa cambia con il gerrymandering e cosa ci dicono i dati storici sul risultato che possiamo aspettarci a novembre.
Ogni due anni i cittadini americani rinnovano l’intero Congresso. Quando queste elezioni non coincidono con le presidenziali — che si tengono ogni quattro anni — vengono chiamate elezioni di midterm o di metà mandato. Nei fatti sono un referendum sull’operato del Presidente in carica: il suo nome non compare sulla scheda, ma il risultato misura il suo peso politico nel Paese.
Il Congresso è bicamerale. La Camera dei Rappresentanti conta 435 membri eletti per due anni in collegi uninominali, distribuiti tra gli Stati in proporzione alla popolazione. Il Senato conta invece 100 membri, due per ogni Stato a prescindere da dimensione o popolazione, con un mandato di sei anni. Ogni due anni si rinnova l’intera Camera e circa un terzo del Senato.
Il Senato non si limita alla funzione legislativa: conferma le nomine presidenziali, ratifica i trattati internazionali e giudica nei processi di impeachment. Senza una maggioranza al Senato, un Presidente non può nominare giudici federali, ministri o vertici delle agenzie governative. Alla Camera, invece, il fattore determinante è spesso il gerrymandering: i partiti che governano i singoli Stati disegnano i collegi uninominali in modo da favorire la propria parte politica, rendendo sempre meno seggi davvero competitivi.
Dal 1946 a oggi, il partito della Casa Bianca ha perso seggi alla Camera nel 90% delle elezioni di midterm. In media la perdita è di 28 seggi alla Camera e 4 al Senato. Con una maggioranza repubblicana di soli quattro seggi e un tasso di approvazione di Trump al 40%, le condizioni strutturali indicano un voto difficile per il GOP.
Show Notes:
Le basi delle Elezioni di metà Mandato (Midterm):
- Ogni due anni i cittadini americani rinnovano l’intero Congresso.
- Quando le elezioni non coincidono con le presidenziali vengono chiamate elezioni di midterm.
- Sono nei fatti un referendum sull’operato del Presidente in carica.
Camera e Senato: struttura e mandati
- Camera dei Rappresentanti: 435 membri eletti ogni due anni in collegi uninominali, distribuiti in proporzione alla popolazione degli Stati;
- Senato: 100 membri, 2 per ogni Stato indipendentemente dalla popolazione, con mandato di sei anni;
- Ogni due anni si rinnovano tutti i seggi della Camera e circa un terzo del Senato.
Il gerrymandering
- I confini dei collegi uninominali alla Camera vengono disegnati dai governi statali;
- I partiti che controllano gli Stati ridisegnano i distretti per favorire la propria parte politica;
- Il fenomeno riduce il numero di seggi davvero competitivi e sposta l’attenzione sulle primarie interne.
Il peso del Senato
- Il Senato conferma le nomine presidenziali: senza una maggioranza senatoria, un Presidente non può nominare giudici federali, ministri o vertici delle agenzie;
- Ogni Stato ha due senatori a prescindere dalla popolazione, il che conferisce un vantaggio strutturale agli Stati rurali meno popolosi, tendenzialmente repubblicani.
Cosa aspettarsi nel 2026?
- Dal 1946 il partito della Casa Bianca ha perso seggi alla Camera nel 90% delle elezioni di midterm, in media 28 seggi alla Camera e 4 al Senato;
- I repubblicani controllano la Camera con una maggioranza di soli 4 seggi;
- Trump registra un tasso di approvazione del 40% e di disapprovazione del 56%.
