La Big Lie e le sue Conseguenze: Come si Indebolisce una Democrazia

Quali sono stati gli effetti della Big Lie e le sue conseguenze sulla tenuta della democrazia degli Stati Uniti? Donald Trump ha di fatto spinto affinché alle primarie repubblicane vincessero i candidati che sostenessero la Big Lie e la teoria secondo cui le presidenziali del 2020 erano state rubate.

Ma come si è arrivati a questo punto? Ne parliamo in questa puntata di Midterm 2022.

La democrazia americana è stata messa a dura prova negli anni successivi alle elezioni presidenziali del 2020. Questo episodio analizza le conseguenze della “Big Lie”, la campagna di disinformazione promossa da Donald Trump secondo cui le elezioni gli sarebbero state rubate. Una narrazione che ha avuto effetti profondi e duraturi.

Tutto ha avuto inizio con le accuse infondate di frodi legate al voto via posta, un metodo ampiamente utilizzato durante la pandemia. Queste affermazioni hanno creato una polarizzazione senza precedenti, con l’elettorato democratico che prediligeva il voto a distanza e quello repubblicano il voto di persona. Il ritardo nello spoglio dei diversi tipi di schede ha generato un’illusione ottica in alcuni Stati chiave, prontamente sfruttata da Trump e dai suoi alleati per gridare ai brogli. Nonostante decine di ricorsi legali, nessuno dei quali andato a buon fine, e l’assenza totale di prove, la bugia si era ormai radicata.

Il culmine di questa campagna di delegittimazione è stato l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Mentre il Congresso era riunito per certificare la vittoria di Joe Biden, una folla di sostenitori di Trump ha fatto irruzione nell’edificio nel tentativo di sovvertire il processo democratico, un evento che non accadeva dal 1814 per mano di truppe straniere.

Ma le conseguenze più profonde della “Big Lie” si sono viste dopo. Sfruttando la sfiducia generata, nel solo 2021 ben 19 Stati a guida repubblicana hanno approvato 34 leggi volte a rendere l’accesso al voto più difficile. Queste misure includono restrizioni sul voto via posta, la riduzione delle “ballot box” per consegnare le schede e l’introduzione di procedure più severe per la cancellazione degli elettori dalle liste di registrazione.

A questo si aggiunge la pratica del “gerrymandering”, un processo con cui, ogni dieci anni dopo il censimento, i partiti al potere nelle legislature statali ridisegnano i confini dei collegi elettorali. Lo scopo è creare distretti “sicuri” per il proprio partito, concentrando gli elettori avversari in pochi collegi e distribuendo i propri su molti. Sebbene utilizzata da entrambi i partiti, questa pratica riduce drasticamente il numero di seggi contendibili, spostando la vera competizione dalle elezioni generali di novembre alle primarie interne ai partiti e, di conseguenza, favorendo i candidati più estremisti e polarizzando ulteriormente il dibattito politico.

Le elezioni di Midterm del 2022 si sono quindi svolte in un contesto inedito, con nuove mappe e nuove regole, rappresentando un vero e proprio test per la resilienza della democrazia statunitense.

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